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EUROPEAN FESTIVAL - FRANCIGENA COLLECTIVE PROJECT 2017

FESTIVAL 2017  “BORGHI E NUVOLE”

La settima edizione del Festival si incentra quest’anno sui Borghi – i mille borghi d’Europa - e le “Nuvole”, ovvero la necessità di “alzare lo sguardo” per una visione alta, positiva e condivisa. Sognare, creare bellezza, senza remore ma con rinnovata passione. Solo così sapremo valorizzare l’eccellenza dei piccoli centri che qui analizziamo nel caso italiano, traendo alcuni elementi dall’”Osservatorio sui piccoli comuni” – promosso da Unioncamere e Legambiente e curato da Sandro Polci.

 

L’armonica distribuzione della popolazione sul territorio è una ricchezza insediativa che rappresenta: una peculiarità e una garanzia del nostro sistema sociale e culturale;  una certezza nella manutenzione del territorio;  una opportunità di sviluppo economico.

 

Francia e Italia sono le nazioni europee dove la popolazione è maggiormente distribuita: nel nostro paese l’85% dei comuni – ben 6.875 - ha meno di 10.000 abitanti. Popoliamo un territorio che conta oltre 22.000 centri abitati, quasi 33.000 nuclei insediativi, senza considerare le caratteristiche di tanta parte del nostro sistema agricolo composto di "case sparse”.

 

Sono 5.627 i comuni con meno di 5.000 abitanti (il 69,9% del totale) mentre quelli fino a 2.000 abitanti sono 3.532 (43,8%) e ricordiamo che la densità abitativa dei piccoli comuni è notevolmente inferiore a quella dei centri più grandi (62 abitanti per chilometro quadrato mentre sono 3.661 nelle amministrazioni con più di 5.000 abitanti).

 

La “piccola dimensione” è spesso considerata un forte limite, rispetto alle esigenze di capitalizzazione e di capacità competitiva, dato dalle necessarie economie di scala e dai sistemi di rete che solo organizzazioni più complesse garantiscono. Noi riteniamo invece che tale specificità può costituire una valenza economica e sociale in grado di generare “attrattività smart”, ovvero intelligenti e innovative, iniziando dalle politiche di inclusione.

 

E’ dunque possibile un nuovo protagonismo sociale, basato sull’“economia circolare”, di cui il “dinamismo” è una componente fondamentale. In quali settori? Ad esempio:

  • Potenziale abitativo. Le abitazioni occupate sono 4.345.843 mentre le non occupate sono 1.991.557: quasi una vuota per ogni 2 occupate: una ogni 5 abitanti mentre in città sono una ogni 15! Una opportunità di riuso abitativo, sociale e turistico rilevante! Ciò favorirebbe l’offerta a nuovi residenti, soprattutto giovani e laboriosi, necessari per superare la forte crisi demografica dei territori interni.
  • La capacità ricettiva. L’ospitalità turistica nei piccoli comuni è cresciuta meno della metà di quella urbana! Mentre le presenze turistiche crescevano del 15% nei borghi, in città arrivavano al +35,7%. Quindi se consideriamo insieme ospitalità e presenze, vi è una variazione fortemente negativa: i piccoli comuni si dimostrano circa 4 volte turisticamente meno produttivi! Vi è dunque una opportunità potenziale elevata. A condizione che le scelte siano giuste!  
  • Il turismo delle identità. Per “(ri)creare identità antiche e nuove” e valorizzare culture materiali e immateriali, in agricoltura, nell’artigianato e nell’industria creativa, legate alla naturalità dei luoghi. Tale ibridazione, se “ben narrata”, è una opportunità concreta e ancora inesplorata.

 

I Cammini e il Festival

I Cammini rappresentano la linfa vitale che connette e condivide le eccellenze borghigiane. Un fitto reticolo che, muovendo dalla conoscenza per antonomasia della Via Francigena, traversa i nostri territori innervandone bellezza e ospitalità. Il Festival in ciò ne è il messaggero, il software, il buon lievito del pane, che alimenta l’hardware, favorendo la fruizione sociale, culturale ed economica e di questo vasto scrigno paesaggistico. 

Buon Cammino!

 

Sandro Polci – Direttore del Festival